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Legge anticorruzione 190/2012

RESPONSABILE DELLA TRASPARENZA E DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Legge anticorruzione n. 190/2012

Responsabile della prevenzione della corruzione

Con Legge 6 novembre 2012 n. 190 (Gazzetta Ufficiale del 13 novembre 2012 n. 265), entrata in vigore il 28.11.2012 sono state dettate le disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione; a tal fine, l'organo di indirizzo politico individua, di norma tra i dirigenti amministrativi dí ruolo di prima fascia in servizio, il responsabile della prevenzione della corruzione, negli enti locali, il responsabile della prevenzione della corruzione è individuato, di norma, nel segretario, salva diversa e motivata determinazione.

Le deliberazioni CIVIT n. 105/2010 e 2/2012 richiedono l'individuazione del Responsabile della Trasparenza.

Il Comune di Moimacco, in assenza di figure dirigenziali in seno al proprio organico, individua, sia per quanto riguarda la prevenzione della corruzione che della trasparenza,  il responsabile di che trattasi nella figura del segretario comunale, dirigente che non è mai stato destinatario di provvedimenti giudiziali, né di provvedimenti disciplinari e che nel tempo ha dato dimostrazione di comportamento integerrimo.

Il Responsabile della prevenzione della corruzione deve: 
a) elaborare la proposta di piano di prevenzione della corruzione;
b) definire procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione, prevedendo, negli stessi settori, la rotazione di dirigenti e funzionari; 
c) verificare l'efficace attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione e la sua idoneità, nonché proporre la modifica dello stesso quando sono accertate significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell'organizzazione o nell'attività dell'amministrazione;
d) verificare, d'intesa con il dirigente competente, l'effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione; 
e) ad individuare il personale da inserire nei programmi di formazione sui temi dell'etica e della legalità;